lunedì 24 settembre 2012

AL VIA LA CLASS ACTION CONTRO EQUITALIA

Parte dalla Sardegna la class action contro Equitalia, un'azione legale collettiva che mette in discussione l'affidamento alla spa pubblica della riscossione dei tributi. La propongono il Movimento artigiani e commercianti liberi Sardegna e l'Associazione giuristi indipendenti, che alcune settimane fa hanno depositato l'atto di diffida (tramite l'avvocato Francesco Scifo del foro di Cagliari) presso la stessa Equitalia, il ministero dell'Economia e delle finanze, l'Agenzia delle entrate e l'Inps. La diffida è il preambolo, necessario per legge, al ricorso al giudice. COME ADERIRE Ovviamente l'appello dei promotori va a tutti i contribuenti che siano interessati: sul sito internet ww.movimentoartigianiecommercianti.com è possibile consultare la documentazione e le notizie sull'argomento. La pagina web pubblica anche i vari responsabili, per ciascun territorio, della raccolta di adesioni, che prevede un contributo individuale iniziale di 50 euro: il modulo di delega all'avvocato per l'esercizio della class action chiarisce però che tutte le spese legali saranno «integralmente a carico» delle associazioni che hanno assunto l'iniziativa. L'atto originario è stato sottoscritto anche da Giuseppe Carboni di Soleminis e da Luigi Toro di Dolianova. IL RICORSO L'azione mira al cuore del sistema Equitalia: ossia le norme che affidano alla spa, controllata per il 51% dall'Agenzia delle entrate e per il 49% dall'Inps, una posizione monopolistica nella riscossione dei tributi statali e (fino al prossimo 31 dicembre) anche di quelli locali. Un servizio gestito con ampi margini di profitto, e senza neanche dover pagare l'Iva. Secondo i ricorrenti, che hanno notificato il tutto anche alla direzione generale della Concorrenza della Commissione europea, questo stato delle cose non solo «impedisce la libera concorrenza», ma determina inefficienze e dunque «danneggia palesemente i contribuenti italiani e stranieri, ove tenuti a versare tributi in Italia».CONTESTAZIONI Tra le altre irregolarità che la class action punta a far rilevare, il fatto che chi notifica le cartelle esattoriali non sia un soggetto «incardinato presso un'amministrazione “terza” e istituzionalmente imparziale», ma di fatto «una vera e propria controparte del debitore, in quanto l'agente della riscossione percepisce un compenso a fronte della riscossione operata per conto dell'amministrazione creditrice».L'atto di diffida invita perciò i destinatari ad attivarsi, entro 90 giorni, per «garantire il rispetto della normativa per la tutela della concorrenza e del mercato»: se il termine trascorrerà senza novità di rilievo, si procederà col ricorso all'autorità giurisdizionale.
(Da l'Unione Sarda del 24/09/2012)

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