LA NUOVA SARDEGNA - Economia: Floris : «È Catania a doversi vergognare»
10.10.2012
SASSARI Felice Floris, il leader del Movimento pastori sardi, è furibondo. E ce l’ha proprio con Mario Catania. «Vergogna: come può un ministro venire in Sardegna su invito della Coldiretti e di un politico del Pdl in campagna elettorale come Fedele Sanciu per parlare delle questioni complessive dell'agricoltura sarda sapendo che tutte le altre organizzazioni, noi dell'Mps per primi, sono state tagliate fuori?», chiede. E si dà poi la risposta: «In realtà Catania, che da tempo è a conoscenza del profondo malessere dell'isola per essere stato a lungo un alto dirigente del dicastero, si è confermato non il ministro di tutti ma di parte». Per quali motivi? «Dopo essersi aggirato negli anditi del ministero per decenni conoscendo ogni segreto, viene qui a stupirsi e a comunicarci che il prezzo del latte è basso. Bella scoperta. Non era con lui che come Mps avevamo parlato durante il governo Berlusconi? Non è forse a lui che avevamo denunciato da tempo il dramma della Sardegna?» Ma ha ragione lui o gli industriali? «Le responsabilità più pesanti fanno capo alla politica. La pastorizia è crollata, un sacco di caseifici hanno chiuso, le aziende sono in ginocchio. Ma tutti quelli che a Roma decidono si sono ben guardati dall'aiutare la Sardegna». Che cosa si doveva fare? «C'è un'unica soluzione contro la crisi: dare integrazioni o "restituzioni" a chi commercializza nel mercato statunitense e canadese. In questo modo, per un periodo di tempo limitato che consenta alle coop di rimodulare la produzione diversificandola, il pecorino verrà pagato di più e tutti potranno sopravvivere». Una procedura forse non autorizzabile. «È il contrario. Una prassi normale. Niente di illecito o di strano: quel che si fa né più e né meno per tanti altri prodotti, a cominciare da altri dop. Solo che noi a Roma non contiamo. Nessuno spezza una lancia a favore dell’isola». E intanto che succede? «Capita, come nel caso di Catania al convegno di Olbia, di sentire rilanciare il Piano di assistenza comunitario all'agricoltura, in contrasto con la progettazione europea. Il ministro è tra quelli che vogliono agevolare il Nord a discapito delle isole. Ribaltando la metodologia elaborata a Bruxelles di premiare in relazione alla superficie, non sulla base della produzione». Nella visione della Ue quali sarebbero i vantaggi per l'isola? «Dato che abbiamo una delle estensioni agricole maggiori in Italia, prenderemmo quasi il triplo dei soldi che arrivano adesso, oltre 200 milioni in più». Invece nell'altro caso? «Si continuerebbe nello stesso modo di oggi: il 70% del bilancio comunitario per la nuova Pac andrebbe al 10% delle industrie agricole d’Italia. E tutti gli altri dovrebbero dividersi il restante 30%. Una follia. Ed è sorprendente che la Coldiretti regionale ottemperi alle direttive nazionali della sua struttura tese ad agevolare questa seconda impostazione piuttosto che tutelare la Sardegna». (pgp)
Scarica l'articolo in formato Pdf
Nessun commento:
Posta un commento