29.11.2012
La macchina amministrativa sarda spende più di quel che riesce a racimolare dai contribuenti con le tasse. Il parametro che misura questo dato, regalando una fotografia sorprendente se rapportata alle altre regioni d'Italia, si chiama “residuo fiscale” ed è appunto la differenza tra entrate tributarie e spesa pubblica regionale. COSÌ IN SARDEGNA I dati evidenziano che se un lombardo ha un residuo fiscale attivo di oltre 7 mila euro, un sardo lo ha negativo di oltre 2 mila euro. Fanno peggio di noi solo Basilicata, Valle d'Aosta e Calabria. L'ultimo dato a disposizione è di Unioncamere e secondo un'elaborazione del Centro Studi l'Unione Sarda nel periodo 2007-2009 si attesta a -3,790 miliardi di euro, frutto di entrate pari a 15,564 miliardi e di spese che ammontano a 19,354 miliardi.IL CONFRONTO La Sardegna si trova in compagnia di quasi tutte le regioni del Mezzogiorno. In questa scomoda situazione si trova la Sicilia con 9,4 miliardi seguita dalla Campania con 6 miliardi, la Calabria e la Puglia con 5,6 miliardi. L'unica regione del Nord con un saldo negativo è, come detto, la Valle d'Aosta (322 milioni di euro). Fin qui lo scenario. I TRASFERIMENTI Veniamo all'analisi. Se consideriamo il residuo fiscale pro capite, spiega Franco Manca, direttore del Centro Studi L'Unione Sarda, «ogni sardo spende 2.270 euro in più rispetto a quanto le entrate gli consentirebbero. Ciò vuol dire che qualcuno paga il conto che i sardi non sono in condizione di onorare». Tradotto: spendiamo con i soldi dei contribuenti del Nord. Le maggiori spese realizzate nel Meridione italiano sono infatti a carico delle aree più sviluppate e nello specifico quelle del Centro-Nord con in testa la Lombardia che, con 70 miliardi, detiene il saldo positivo più elevato in Italia, seguita dall'Emilia Romagna con 18 miliardi, Veneto con 16,6 miliardi, Piemonte e Lazio ciascuna con 13 miliardi di saldo positivo tra entrate e spese. «Occorre comunque sottolineare - continua Manca - che la Sardegna nel corso degli anni ha diminuito in maniera consistente il proprio residuo fiscale dato che nel 2002 ammontava 5,2 miliardi di euro», ma un analogo trend «ha caratterizzato comunque l'intero Meridione». Non solo. Il Centro Studi evidenzia un'altra notazione importante in rapporto al residuo fiscale e riguarda l'evasione. Secondo i dati elaborati da Unioncamere del Veneto su dati delle Agenzie delle Entrate, l'evasione fiscale in Sardegna è pari al 43,57%: «Ciò significa - conclude Manca - che in valore assoluto l'ammontare complessivo è di 6.770 milioni all'anno quasi il doppio del residuo fiscale».
Emanuela Zoncu
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