giovedì 3 gennaio 2013

Quel lamento arrivato a esequie avvenute

Da Rassegna stampa Regione Sardegna
l'UNIONE SARDA - Politica: Quel lamento arrivato a esequie avvenute
02.01.2013
Se per interessamento al caso Sardegna il presidente della Repubblica intendeva l'inciso nel suo ultimo discorso a reti unificate («In Italia la crisi generale si è tradotta in crisi di aziende medie e grandi, e talvolta, dell'economia di un'intera regione, come ho constatato da vicino in Sardegna»), si può dire che la sua promessa è stata mantenuta. Sempre che fosse questo quanto disoccupati, cassintegrati, precari, esodati, imprenditori e artigiani vessati da Fisco ed Equitalia si attendevano dopo le proteste che avevano contrassegnato le sue due visite nell'Isola. Se invece volessimo soffermarci sull'efficacia del pur nobile richiamo del Capo dello Stato, ci sarebbe da continuare a preoccuparsi. Anche perché lo stesso Napolitano, ancor prima di Pdl, Pd e Udc, è stato l'azionista di riferimento dei tecnici che negli ultimi 13 mesi - pur tra le difficoltà imposte dal combinato disposto di crisi economica, debito pubblico galoppante, mancate riforme pregresse e speculazione dei mercati finanziari - hanno governato il Paese. Lo hanno fatto non risparmiando pesanti schiaffoni alla Sardegna su continuità territoriale, taglio dei trasferimenti e mancato allentamento del Patto di stabilità, arrivando a ipotizzare l'annullamento dello status di specialità conquistato nel lontano 1948. Viene allora da dire che il Quirinale si è tiepidamente eretto a paladino della Sardegna a esequie avvenute, senza tra l'altro poter dare garanzie per il futuro, visti i precedenti e considerato che il suo mandato è in scadenza. In ogni caso, Napolitano a parte, l'ultimo quinquennio verrà ricordato per l'assenza di ministri e sottosegretari espressione della classe politica sarda e capaci di imporre nell'agenda di governo una questione economica e sociale che si è rivelata esplosiva. Se si escludono alcune solitarie battaglie condotte da parlamentari di maggioranza e opposizione (spesso rese inutili dalle chiusure dei due governi che si sono alternati alla guida del Paese) e i provvidenziali e vittoriosi ricorsi alla Consulta della Regione sulla vertenza Entrate, la politica sarda è uscita con le ossa rotte dall'ultima legislatura. Viene da riflettere, mentre si stanno completando le liste in vista delle elezioni del 24 febbraio: per la prossima possiamo davvero aspettarci di meglio?

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